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Un po' di storia

Francesco Calasso

Fu un famoso storico del diritto. Nato il 19 luglio 1904, da Vincenzo e da Adele Maria Longo, compì a Lecce gli studi secondari classici e a Roma quelli di giurisprudenza. A ventitrè anni si laureò con una tesi sulle autonomie locali nel Regno di Sicilia, un argomento che approfondì, in seguito, nel corso di suoi studi sulle città dell'Italia meridionale nel Medioevo; più volte durante la sua vita,tornerà su queste ricerche dimostrando, così, un forte attaccamento alla storia del suo Mezzogiorno.

La carriera universitaria fu molto veloce. Vinse il primo concorso per titoli ad assistente presso le cattedre del gruppo storico dell'Università di Roma, il premio Corsi per un posto di Perfezionamento e ottenne la libera docenza nel 1929. Fu titolare della cattedra di storia del diritto Italiano a Catania, Modena, Pisa e Firenze, dove restò circa dieci anni. Vera e propria autorità nella sua materia, fu socio dell'Accademia dei Lincei, dell'Accademia toscana di lettere, scienze e arti La Colombaria e delle Deputazioni di storia patria della Toscana e della Puglia. Inoltre fu direttore della Rivista italiana perle scienze giuridiche, fondò nel '57 gli Annali di storia del diritto e dal 1955 in poi fu preside della facoltà di giurisprudenza dell' Università di Roma.

La sua fama resta legata però in particolar modo agli scritti sul diritto comune, un fenomeno molto complesso caratteristico dell'Europa tra i secoli XII e XVIII, in cui egli quasi paragona la coesistenza fra diritto romano e canonico al corpo e all'anima, all' Impero e alla Chiesa. Ma Francesco Calasso non fu uno studioso preoccupato soltanto dell'antichità: era anzi abituato a vedere la realtà politica rispecchiata nelle leggi e spesso, tra il '44 e il '48, quotidiani e periodici pubblicarono i suoi commenti. Mai, quindi, pensò che il diritto potesse essere sganciato dalla società e dalla realtà umana per diventare pura astrazione formale, come invece speravano alcuni suoi illustri contemporanei. Morì a Roma il 10 febbraio 1965.

Sollecitato dal prof Walter Lezzi, docente di Discipline giuridiche ed economiche del nostro Istituto, il senatore a vita Norberto Bobbio ha ricordato così Francesco Calasso:

"... Calasso è un uomo libero, dagli slanci generosi, fermissimo nelle sue idee, e non solo quelle politiche, che difende appassionatamente. In lui convivono e si integrano vicendevolmente lo spirito critico dello studioso e l'ispirazione morale di chi ha bene appreso da Croce, se pure in un perpetuo rapporto di concorda discors la lezione della religione della libertà...

...Calasso non è nel senso stretto un uomo di partito: appartiene alla schiera di coloro che hanno accettato un impegno politico diretto in un momento di grave crisi della nazione e hanno abbandonato momentaneamente gli studi per non sottrarsial dovere di dare il proprio contributo alla rinascita del paese... "

La città di LECCE non lo dimentica e gli intitola un Viale ed il nostro Istituto.

 

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